I Miei Racconti

La Signora del Mare di Sopra

Nel mio condominio, al sesto piano, abita una signora che si chiamerebbe Chiara, ma che noi abbiamo soprannominato “la signora del mare di sopra”, perché ha il mare nell’appartamento. Noi abitiamo al quinto piano, e siccome siamo proprio sotto di lei, sentiamo le onde come se fossimo in spiaggia, e profuma tutto di sale. A me sembra di stare sempre in vacanza, soprattutto quando c’è il sole. Quando ci sono le migrazioni, poi, mi diverto un mondo. Succede più spesso che in natura, perché la temperatura dell’acqua cambia ogni volta che la signora accende i caloriferi, e allora i pesci si spostano in massa, e l’acqua si agita tantissimo.

A volte, quando la signora apre le finestre, i pesci più piccoli cadono sul nostro terrazzo, e la mamma mi manda a riportarglieli in una ciotola piena d’acqua. A me, quando salgo, batte il cuore a mille, un po’ per la paura, ma un po’ per la curiosità. La signora, per nuotare senza stancarsi, si è costruita una coda da sirena. Quando è sulla riva non la guardo perché sembra un serpente, ma quando è nell’acqua alta diventa una grande pinna azzurra e la signora fa giravolte e si tuffa tra i mobili. Lo so che è maleducazione, ma non riesco a smettere di guardarla.

La signora è fortunata di aver trovato il nostro condominio. Ha girato per anni cercando qualcuno che le lasciasse tenere il mare in casa, e, se non avesse trovato noi, sarebbe finita giù al fiume. La mamma mi ha spiegato che l’acqua di fiume e quella del mare non convivono bene perché una è dolce e una salata, e la signora non può vivere al mare, perché il suo è un mare da casa e si perderebbe nel mare vero. Anche lavorare è difficile per lei. Il problema è che si porta il mare ovunque, dev’essere una cosa legata ai suoi piedi, e nessun ufficio la ospita. Ora che c’è lo smart working, però, può lavorare da casa. Fa la centralinista e, per arrotondare, ospita pesci a rischio di estinzione.

Anche questa è una cosa divertente. Ogni tanto, arrivano nel nostro condominio dei biologi per discutere con la signora delle specie che ospita. Sono buffissimi perché, prima di entrare, indossano stivaloni di gomma gialli alti fino al ginocchio, e sembrano dei pescatori più che degli scienziati. I figli della signora del mare, invece, non vengono quasi mai. Dicono che non vogliono passare la loro vita nell’acqua. Lei però non se ne cruccia, perché ha delle amiche con cui fa delle feste bellissime in costume, a base di mojito. Lo so perché sono le uniche occasioni in cui parliamo male della signora: fa rumore e non riusciamo a dormire, oltre a quando filtra l’acqua dal soffitto e dobbiamo stare attenti che non esca la muffa.

A me, da grande, piacerebbe essere come la signora del mare. È vero che tante volte sembra difficile essere lei, ma anche andare a scuola è difficile: almeno, se fossi lei, avrei un mare tutto mio. Ho deciso: uno di questi giorni le chiedo se mi fa provare la sua coda. Incrocio le dita!!