Il Calore del Fuoco
Ci tenevano tutti che passasse il rito d'iniziazione. Volevano che entrasse anche lui nella loro tribù, gli volevano bene. Ogni giorno persone senza capacità ottenevano dallo sciamano la benedizione per sedersi nel cerchio vicino al calore mistico del fuoco. Ce l'avrebbe fatta, lui sapeva stupire.
Prima cosa, imparare a camminare eretto. Si legò a un palo per rimanere dritto invece di abbassarsi a gattonare e gli altri glielo appuntirono, così che se si fosse piegato in avanti si sarebbe infilzato. Perse tre volte l'equilibrio, si ferì altre sette. Ma alla fine camminava eretto anche meglio di alcuni di loro. Seconda cosa, stare a tavola come loro. Niente più dita nel piatto, niente più naso per capire dov'era il cibo, c'era uno strumento per cacciarlo e tagliarlo senza perdere la dignità e uno per mangiarlo con aria regale. Si tagliò i polpastrelli e sprizzò lacrime, ma i suoi amici glieli ricucirono e conquistò anche quel comportamento.
Superò 77 prove una troppo vicina all'altra. Imparò a guardare le persone negli occhi invece che a tener sotto orecchio i movimenti della loro coda, a stare fermo e composto per rispetto del fatto che fossero scesi dagli alberi, a parlare e a pensare secondo i loro termini, che i suoi grugniti erano strani e i suoi amici gli insegnarono a ridere di chi li faceva. Il giorno dell'iniziazione, entrò nella tenda in ansia e convinto. E lo sciamano, quando lui stracciò quasi tutti alle prove, gliela diede la benedizione, ma una diversa, una per sedersi in un cerchio ristretto, perché lui era comunque speciale.
I suoi amici si arrabbiarono. Era come loro, doveva sedersi con loro, si radunarono davanti alla tenda dello sciamano e scossero la terra coi piedi e il cielo con slogan, e ottennero che gli fosse riconosciuto ciò che si era meritato. Lui era soddisfatto. Nel cerchio dei normali con il fuoco vicino, si vantava di essere lì e del bene che gli volevano i suoi amici, che l'avevano aiutato a cambiare dall'inizio alla fine.
A volte, si sentiva solo e incompreso nonostante tutto. Allora, discuteva con chiunque di come portare gli altri quadrupedi in quel cerchio della normalità.